Elvira Poli negli anni ’20

Elvira Poli si è laureata in ingegneria il 25 novembre 1920: è stata la prima ingegnera laureata all’Università di Padova, e la terza in Italia. La prima fu Emma Strada, laureatasi in ingegneria civile al Politecnico di Torino nel 1908.

La laurea di Elvira Poli fu segnalata dalla Domenica del Corriere, il supplemento illustrato del Corriere della Sera, in un inserto con fotografia.

La Domenica del Corriere n. 7 – 13/20 febbraio 1921 pubblica la notizia della laurea in ingegneria di Elvira Poli.

Elvira Poli è dunque, nel linguaggio dell’epoca, una “donna d’avanguardia”. La laurea della Poli assume un particolare significato all’interno di un territorio, quello del Veneto, caratterizzato ancora da un’economia prettamente agricola e da una struttura sociale in cui le donne sono ancora molto lontane dal raggiungimento dei primi traguardi dell’emancipazione, tra cui il compimento degli studi universitari (e in più di ingegneria) costituisce un segno decisamente raro.

La Poli nelle foto d’epoca appare essere una “donna del suo tempo”: una giovane donna che ha conseguito un traguardo prestigioso e difficile (per quegli anni in senso assoluto, e non solo in tema di genere…), e che allo stesso tempo appartiene alla immagine e alla iconografia femminile di quegli anni, in cui prevale l’ispirazione ai modelli dell’eleganza francese della “fin de siècle”.

Nel 1957 Elvira Poli contribuì con Emma Strada, la prima laureata in ingegneria italiana (1908 – Politecnico di Torino), alla fondazione di AIDIA (Associazione Donne Ingeneri e Architetti), nata per difendere i diritti delle laureate che lavorano nel campo dell’ingegneria e dell’architettura.

Elvira Poli divenne in seguito una delle figure di riferimento sui temi delle donne nell’ingegneria, esprimendo posizioni di convinto sostegno alla causa della parità di genere: anche in tono scherzoso, come in questa intervista del 1974.