Padova nei primi del ‘900

La Padova dei primi del ‘900 appare come una città in forte trasformazione. Secondo Giorgio Roverato (giorgioroverato.eu): “Gli anni Venti e Trenta del Novecento segnarono infatti profondi cambiamenti nell’assetto manifatturiero della città e della provincia. … Al di là degli aggregati statistici, quali emergono dai Censimenti industriali del 1927 e del 1937-40, non vi è dubbio che la presenza industriale andò allargandosi, con l’imporsi di aziende che rimasero poi a lungo nella storia economica della provincia, segnandone sia l’aspetto più propriamente produttivo sia, grazie alla professionalità e combattività della loro classe lavoratrice, quello sociale. Tra le quali, oltre alle già citate ITALA PILSEN, OMS, UTITA e ZEDAPA, conviene ricordare almeno la OBLACH (poi G.B. BREDA) di Cadoneghe, la CISA VISCOSA (poi SGIV, e infine SNIA), l’INGAP, la MOLINI GOLFETTO. Si trattò di un robusto nucleo di imprese, sia in termini di fatturato che di occupati, destinato ad irradiarsi presto nel mercato nazionale.“.

Questa vivacità economica della città fa peraltro da contrasto “…all’apparente “provincialismo” del territorio”, caratterizzato ancora per buona parte del Veneto e del nord est italiano dal prevalere dell’agricoltura all’interno delle attività economiche.

Un filmato su Padova dell’Istituto Luce (anni ’20). Il filmato originale è ancora un premontaggio (muto): sono stati restaurati i cartelli, che presentavano un formato errato, mantenendo il testo originale (è stato solo corretto “Palazzo della Regione”…). Il filmato dura circa 13 minuti.

Padova è quindi una città dinamica, alla ricerca della modernità. In questo contesto si colloca il grande cantiere urbano che portò alla realizzazione del Corso del Popolo, ideale collegamento tra la stazione ferroviaria e il centro cittadino, identificato con l’area tra Palazzo del Bo, Municipio e Pedrocchi e con l’asse che poi prosegue verso Prato della Valle (via Roma ecc.).

Sul corso del Popolo, poi, sempre dal 1912 inizia la costruzione della Cassa di Risparmio su progetto di Donghi e tutti gli edifici della “Padova Moderna” del tempo. Oltre al crescere delle attività produttive, allo sviluppo urbano e alla qualità dell’architettura, anche i servizi pubblici testimoniano l’evoluzione di Padova nel nuovo secolo: la presenza di una tramvia elettrificata dal 1907 è un segno eloquente di una città attenta all’innovazione.